Ti sei mai chiesto cosa lega la produzione di un tessuto tecnico, la pesca sostenibile e l’energia eolica offshore?
Il significato della Blue Economy, o economia blu, sta proprio in questo: è il modello economico che considera mari, oceani e coste come una risorsa da valorizzare senza esaurirla, tenendo insieme crescita economica, occupazione e salute degli ecosistemi marini.
In questo articolo vediamo cosa si intende esattamente per Blue Economy, quali settori coinvolge e perché riguarda da vicino anche chi, come Resolfin, lavora ogni giorno nel mondo della nautica.
Cosa si intende per Blue Economy: definizione e origine del termine
La Banca Mondiale definisce la Blue Economy come l’uso sostenibile delle risorse marine per la crescita economica, il miglioramento dei mezzi di sussistenza e la creazione di posti di lavoro, per preservare allo stesso tempo la salute dell’ecosistema oceanico.
Il concetto si è affermato a livello internazionale a partire dagli anni 2000, trovando poi riconoscimento istituzionale nella Strategia europea per la crescita blu e nell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite, in particolare nell’Obiettivo 14 dedicato alla conservazione e all’uso sostenibile di oceani, mari e risorse marine.
A differenza della tradizionale economia del mare, che si limita a misurare il valore economico delle attività marittime, la Blue Economy si interroga anche sul loro impatto ambientale, sociale e territoriale. Quindi, non basta che un’attività generi fatturato, deve anche essere compatibile con la salute a lungo termine del mare.
Quali sono i settori coinvolti nell’Economia Blu
La Commissione Europea monitora la Blue Economy attraverso un osservatorio dedicato, che raggruppa diversi settori legati al mare. Tra i principali:
Settore | Attività comprese |
Pesca e acquacoltura | Pesca sostenibile, allevamento ittico, gestione delle risorse biologiche marine. |
Trasporto marittimo e porti | Logistica navale, cantieristica, riparazione di imbarcazioni, attività portuali. |
Turismo costiero e nautico | Turismo balneare, nautica da diporto, charter e strutture ricettive costiere. |
Energie rinnovabili marine | Eolico offshore, energia da moto ondoso e maree. |
Biotecnologie blu | Ricerca e innovazione basata su organismi e risorse marine. |
Economia circolare marina | Recupero e riciclo della plastica raccolta in mare, materiali tecnici da fonti rigenerate. |
Secondo il report Blue Economy della Commissione Europea, i settori consolidati dell’economia blu generano ogni anno centinaia di miliardi di euro di fatturato nell’Unione, con un ruolo di primo piano di trasporto marittimo e turismo costiero, ma con una crescita significativa anche nei comparti emergenti legati a energia e biotecnologie.
Perché la Blue Economy riguarda direttamente il settore nautico
Chi lavora nella nautica, anche solo come fornitore di prodotti e accessori, è parte integrante di questo modello economico più di quanto sembri a prima vista. Le imbarcazioni, i porti, gli allestimenti per il diporto e persino gli accessori come bandiere e segnaletica nautica fanno parte della filiera che la Blue Economy cerca di rendere più sostenibile.
- Materiali: la scelta di tessuti tecnici realizzati da plastica riciclata, anziché da materie prime vergini, riduce l’impatto della produzione sul mare.
- Filiera corta: una produzione locale limita le emissioni legate al trasporto delle merci, un fattore che pesa nel bilancio ambientale complessivo del settore.
- Recupero della plastica marina: trasformare i rifiuti plastici raccolti in mare in nuova materia prima è uno degli esempi più diretti di economia circolare applicata al settore nautico.
È proprio in questo spazio, tra produzione tradizionale e nuovi modelli sostenibili, che si gioca gran parte della sfida della Blue Economy applicata alla nautica: non sostituire il settore, ma renderlo più responsabile nell’uso delle risorse che utilizza.
L’impegno di Resolfin per una nautica più sostenibile
Resolfin traduce i principi della Blue Economy in pratiche concrete attraverso il progetto ResolGREEN initiative, il percorso dell’azienda dedicato a tessuti e processi produttivi a basso impatto ambientale.
Il tessuto Blubanner ne è l’esempio più diretto: realizzato per il 62% con filamenti ottenuti dal riciclo di plastiche raccolte in mare e per il 38% da PET riciclato, unisce la resistenza richiesta dalle bandiere e dai teli tecnici nautici alla riduzione dell’impatto sulle risorse marine.
Scopri il progetto ResolGREEN initiative e i tessuti sostenibili Resolfin, oppure dai un’occhiata alle nostre bandiere in tessuti tecnici sostenibili per il settore nautico e non solo.
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Glossario
- Economia circolare. Modello produttivo che punta a ridurre gli scarti, riutilizzando materiali ed evitando lo spreco di risorse.
- PET riciclato. Polietilene tereftalato ottenuto dal riciclo di plastica post-consumo, usato come materia prima per tessuti tecnici.
- Eolico offshore. Produzione di energia elettrica tramite turbine eoliche installate in mare aperto.
- Osservatorio Blue Economy. Strumento della Commissione Europea che monitora dati e andamento dei settori legati all’economia del mare.
